1. Quadro normativo di riferimento Il merito di statuire l’obbligo assicurativo Inail agli apprendisti deve attribuirsi alla legge 19 gennaio 1955, n. 25 che tuttavia ha creato non pochi problemi interpretativi, prevedendo all’interno dell’articolo 21 il riconoscimento della tutela in oggetto ai soli apprendisti «appartenenti alle categorie per le quali è previsto l’obbligo di tale assicurazione». L’applicazione a macchia di leopardo è stata superata a distanza dieci anni, con l’introduzione del Testo Unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (1), ove si è chiarito e disposto all’articolo 4, comma 1, punto 4 del medesimo, che l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali è riconosciuta a tutti gli apprendisti così come «considerati dalla legge». Il tenore letterale della fonte normativa ha dissipato, quindi, ogni dubbio sull’applicabilità o meno dell’assicurazione e inoltre ne consente la capacità di restare agganciata alla tipologia contrattuale ad ogni evoluzione legislativa che possa riguardala (così come avvenuto per la legge Treu, la riforma Biagi ed il Testo Unico dell’apprendistato) (2). A corredo di quanto detto, l’ultima disposizione normativa in materia, ossia il decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167 (c.d. Testo Unico dell’apprendistato), senza apportare innovazioni sostanziali al quadro normativo riguardante gli aspetti strettamente assicurativi, ribadisce ulteriormente che l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali rientra nell’ambito delle norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria applicabili agli apprendisti.
In questo senso, piuttosto, il Testo Unico dell’apprendistato, pone un problema contrario rispetto al passato, di “doppia sovrapposizione assicurativa”. Di fatti, avendo esteso la possibilità di sottoscrivere il contratto di apprendistato a nuovi soggetti come i lavoratori in mobilità, i lavoratori dipendenti di agenzie di somministrazione, i praticanti e i dipendenti pubblici, già assicurati presso l’Inail in presenza di determinate condizioni, si sono create delle complicazioni applicative. 2. Contribuzione assicurativa e prestazioni 2.1 Contribuzione assicurativa Il contributo assicurativo Inail per gli apprendisti, interamente a carico del datore di lavoro, si discosta nettamente dalle normali regole previste per la generalità dei lavoratori. Infatti, contrariamente al pagamento di un premio annuo calcolato sulla base del tasso di rischio aziendale e sul totale delle retribuzioni annuali lorde, per questi lavoratori il regime contributivo è particolarmente agevolato sostanziandosi nell’assolvimento dell’obbligo già all’interno del contributo Inps del 10%, così come previsto dal comma 773 della legge 29 dicembre 2006, n. 296 (4) che ha modificato il meccanismo contributivo previgente. Più nel dettaglio, fino al 2006 la contribuzione dovuta per gli apprendisti era stabilita in misura settimanale fissa (c.d. “marca settimanale”) il cui gravame ricadeva in capo ai datori di lavoro, in caso di apprendisti di imprese industriali e commerciali, e sulle regioni per gli apprendisti di imprese artigiane (5). Dal 1° gennaio 2007, invece, è entrata in vigore l’attuale disciplina secondo cui la contribuzione è dovuta sempre dai datori di lavoro, sia per gli apprendisti artigiani e sia per gli apprendisti non artigiani, il cui contributo stando al decreto ministeriale del 28 marzo 2007 è individuato nella misura del 0,30% all’interno di quello Inps fissato al 10% (6). La novità, quindi, risiede oltre che nell’assolvimento non più settimanale dell’obbligo contributivo in luogo di un adempimento unificato nel contributo Inps, ma anche nel fatto che il contributo sarà rimesso all’Inail direttamente dall’Inps. In aggiunta all’introduzione del nuovo meccanismo contributivo, la legge 29 dicembre 2006, n. 296, incentivava ulteriormente l’istituto dell’apprendistato nei contesti a ridotta base occupazionale, prevedendo appositi sgravi contributivi per i primi due anni del contratto a favore dei datori di lavoro che impiegavano massimo nove addetti. Allo stato attuale questo incentivo è stato ripreso, modificato ed esteso dalla legge del 12 novembre 2011, n. 183 (7) che nell’intento di promuovere l’occupazione giovanile per i contratti di apprendistato stipulati dal 1 gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016, riconosce ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, uno sgravio contributivo totale e quindi anche del contributo assicurativo Inail del 0,30% per i primi tre anni del contratto (8). Dal quadro che emerge appare evidente come la tipologia contrattuale in analisi sia fortemente incentiva, da un lato attraverso un regime contributivo svincolato dal meccanismo classico del premio Inail, che oscilla in positivo o in negativo a seconda delle dinamiche infortunistiche aziendali e dall’altro dalla possibilità (temporanea) in alcuni casi di non applicare detto regime dato il riconoscimento tout court di uno sgravio totale del contributo assicurativo. 3. Alcune considerazioni sui “nuovi apprendisti” Come anticipato al punto 1. del presente paragrafo, l’aver ampliato, a seguito dell’introduzione del Testo Unico sull’apprendistato – che nulla modifica riguardo al sistema assicurativo Inail – le categorie dei soggetti cui applicare il contratto di apprendistato, ha fatto sorgere qualche perplessità ai fini pratici dell’obbligo assicurativo. Di seguito si riportano brevi considerazioni in merito ad alcune delle nuove tipologie di lavoratori che possono esser assunti con contratto di apprendistato – apprendista in somministrazione, apprendista dipendente pubblico e apprendista praticante – che danno l’idea della necessità di opportuni chiarimenti in merito al raccordo tra plurimi regimi di obbligo assicurativo che possono sussistere. Andando per ordine, nel primo caso, il legislatore ammettendo la possibilità di assumere apprendisti tramite un contratto di somministrazione, nulla dispone sull’obbligo assicurativo che secondo il normale dettato normativo della somministrazione sarebbe definito in relazione al tipo e al rischio delle lavorazioni svolte. Secondo, quindi, il canale ordinario della determinazione del premio Inail. Appare evidente come la previsione appena citata stride e non poco rispetto al regime speciale e agevolato proprio degli apprendisti. Ben più complesso è il caso dell’apprendista all’interno della pubblica amministrazione. In questo caso la problematicità risiederebbe nell’individuazione di un univoco regime contributivo per l’apprendista. In via speciale le amministrazioni dello stato non corrispondono alcun premio, ma rimborsano all’Inail i soli importi delle prestazioni erogate da tale istituto ai dipendenti dello stato infortunati e tecnopatici. A ciò va aggiunta un’aliquota per le spese generali di amministrazione, per gli importi dovuti ad accertamenti medico-legali e per le prestazioni integrative. Alla luce di quanto detto, si potrebbe ipotizzare che l’apprendista resti al di fuori di questo regime fin quando il rapporto con l’amministrazione non divenga definitivo, ma in questo senso si pone di traverso l’articolo 1 del Testo Unico dell’apprendistato dove si prevede che questi è un contratto di lavoro fin da subito a tempo indeterminato. Inevitabilmente anche in questo caso sarebbe necessario un intervento chiarificatore in merito. Da ultimo e in senso inverso alle criticità di cui si è appena detto, la possibilità di configurare il praticantato, propedeutico ai fini dell’iscrizione all’albo delle professioni, in un contratto di apprendistato, renderebbe obbligatoria l’assicurazione Inail. Questa possibilità consentirebbe di andare ben oltre lo sforzo interpretativo asserito dall’istituto assicuratore con nota del 9 luglio 2004, nella quale si afferma che l’obbligo assicurativo per i tirocinanti/praticanti va valutato caso per caso. Più precisamente, secondo la nota, l’obbligo assicurativo non sussiste nel caso di tirocinio gratuito, al contrario, se questo è svolto con un ordinario contratto di lavoro o se accanto allo stesso c’è un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, l’obbligo sussiste in pieno. Sostanzialmente la possibilità di inquadrare il praticante nella forma contrattuale dell’apprendistato garantirebbe ex lege la copertura assicurativa, prescindendo dai sottili distinguo (valutabili caso per caso) come indicati dall’Inail.

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